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La Palude Di Torre Flavia

La Palude Di Torre Flavia

Il15 Ottobre, vi aspettereste una giornata uggiosa e fresca ma oggi è un’altra storia, sole e caldo che caratterizarebbero una estate appena agli inizi.

Ed allora scatta la voglia di mare, chiaro, ma non il solito posto affollato e commerciale … quale alternativa ? All’avventuraaaaaa !

Le gambe (e l’automobile hehe) ci conducono in un luogo per noi inedito, la palude di Torre Flavia.

Collocata nella Maremma Laziale, tra Cerveteri e Ladispoli, la palude è considerata monumento naturale regionale e dichiarata zona speciale protetta, di grande importanza per la fauna migratoria. Consiste in una zona umida con terreno argilloso-limoso separata dal mare tramite un lembo di sabbia dove si trova anche il rudere della cinquecentesca Torre Flavia costruita su un precedente edificio medioevale per l’ordine del Cardinale Flavio Orsini allo scopo di avvistare le invasioni dei pirati saraceni. Durante la bassa marea alla base della torre si intravedono i muri romani di un’antica villa sommersa dall’acqua. La torre, bombardata durante la seconda guerra mondiale, rimase così come un pezzo suggestivo di storia che vive attraverso i secoli.

La Palude Di Torre Flavia

La Palude Di Torre Flavia

Torre Flavia

La Palude Di Torre Flavia

Il paesaggio è formato da acquitrini e paludi salmastre, piscine, stagni e canali, coperti verso la parte interna da un cannucceto fitto e inaccessibile. Durante le stagioni questi si riempiono d’acqua con l’affioramento della falda costiera sottostante, l’apporto delle acque dolci e delle pioggie o si asciugano durante i periodi aridi. All’inizio del secolo la palude era molto più estesa ma con la bonifica e la più recente urbanizzazione la sua superficie è stata ridotta ed è divenuta area abbandonata e sottoposta al degrado. Il comune di Roma insieme a WWF Lazio stanno cercando di porre fine a questa situazione tramite varie iniziative di conservazione ambientale, tra le quali anche un’attività produttiva di un impianto di acquacoltura sostenibile che contribuisce alla manutenzione della palude.

La Palude Di Torre Flavia

La Palude Di Torre Flavia

La vegetazione è tipica delle zone salmastre come la salicornia, l’orzo marittimo ed il limonio. L’area è molto importante sotto profilo ornitologico e nella zona di mare aperto è presente anche un sito che tutela le praterie di Posidonia oceanica. Gli amanti del birdwatching trovano qui un piccolo paradiso per osservare e fotografare tanti pennuti tra i quali gli uccelli di ripa, in gran parte migratori acquatici come il voltapietre, la beccaccia di mare e i corrieri. Nelle acque salmastre si possono incontrare il corriere piccolo, il fratino, tra l’altro specie minacciata a rischio di estinzione, il piro-piro piccolo ed il piro-piro culbianco, e anche i cavalieri d’Italia. Si trovano varie specie di anatre tra cui il germano reale, il codone, la marzaiola e l’alzavola. Poi I’airone rosso e quello cenerino, la garzetta, il migliarino di palude, il cannareccione e la cannaiola. Fra i mammiferi troviamo il toporagno d’acqua e tra gli anfibi la comune rana verde e la raganella; fra i rettili la biscia d’acqua.

La Palude Di Torre Flavia

La Palude Di Torre Flavia

La Palude Di Torre Flavia

La Palude di Torre Flavia è oggi un posto dove vengono effettuate ricerche e sperimentate strategie mirate alla conservazione della biodiversità. Quest’anno il sito è stato frequentato da 3500 studenti della scuola primaria e secondaria che hanno partecipato al progetto “Isola del tesoro/Parco attivo” e la zona è diventata la prima area protetta gestita dai bambini. Le sue spiagge incontaminate con le acque di un blu cristallino offrono una grande varietà di conchiglie che corrispondono ad oltre cento specie diverse.

La Palude Di Torre Flavia

La Palude Di Torre Flavia

Nonostante tutta la bellezza di questo posto, sono purtroppo ancora visibili i segni dell’incendio che nella notte del 16 luglio 2017, ha quasi distrutto il fragile ecosistema di quest’area protetta.

Fortunatamente però madre natura sa come curare le ferite inferte dall’uomo ed abbiamo notato con piacere che le cannucce si stanno riprendendo ed in mezzo a loro tante specie di uccelli sono tornati a vivere felici.

 

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